Hai detto Whale Shark?

Ebbene si! Ho detto squalo balena! Si, perchè non vi ho detto che dopo la traversata del Canada ci siamo spostati in Messico con l’idea di rilassarci e di fare un’esperienza unica: nuotare con lo squalo balena. C’è stato solo un piccolo problema, d’altronde tutti pensano di vederli a metà maggio quando il periodo consigliato va da giugno a settembre. Ma questo non ci ha fermato e l’anno successivo ci abbiamo riprovato, ad agosto!

Stavolta, per fare le cose fatte bene, abbiamo scelto anche di alloggiare nell’isola più frequentata da questo immenso animale: Holbox. Mai sentita vero? E’ la vicina più rustica, selvaggia e alla mano di Isla Mujeres.

Come al solito è il caso che faccia un po’ di ordine ed un passo alla volta.

Quando abbiamo pensato al viaggio abbiamo guardato subito i voli così da creare un itinerario. Il volo scelto sarebbe arrivato piuttosto tardi a Cancun per cui l’idea era di prendere un auto in aeroporto, arrivare in centro, dove avremmo dormito, per poi visitare Chichen Itza e successivamente spostarci a Holbox. E’ così che ci troviamo incastrati in un car rental piuttosto “alla mano” e ci lasciamo convincere a fare un’assicurazione full per mezza giornata di noleggio perchè “non si sa mai” (cit.). E dopo l’autolavaggio in diretta ci lasciano finalmente l’auto per arrivare in hotel, che, diciamocela tutta, potevo anche cercarlo un po’ meno imboscato ma dettagli.

Il mattino seguente via per Chichen Itza; la strada è ricca di sorprese, tra cui un affascinante casello dove non accettano carte e ti chiedono 20€ quando in realtà ne basterebbero 5 ma l’importante in questi casi è non cedere, prima o poi cedono loro, almeno in questo caso è andata così. Ma parliamo di una delle nuove meraviglie del mondo. Se avete presente i film o cartoni animati su Eldorado potete ben immaginare la spettacolarità che abbiamo visto: pareti progettate per permettere alle persone di comunicare a distanza, giochi di prospettiva che trasformano una semplice scalinata in un serpente. Un luogo veramente incredibile.

Passiamo tutta la mattina in questo posto incantato e poi andiamo alla ricerca del bus per il porto di Chiquila, dove parte il traghetto per la nostra isola. Ma..bus? Quale bus? Ah si! Quelli che devi prenotare giorni prima perchè se no sono tutti al completo! Eh niente, w i taxi sgangherati con i tassisti che si fermano a caricare la moglie che così gli fa compagnia durante il viaggio di ritorno. Ed ecco che arriviamo al porto dove ci aspettano lampi e tuoni, giusto il tempo di salpare e ci lasciamo alle spalle la tempesta e arriviamo in questa sperduta isola con strade fatte di terra e sabbia percorse da golfcar, biciclette o motorini. Le stelle splendono come sulle dolomiti perchè le uniche luci artificiali che vedi sono quelle delle torce dei turisti che si muovono per le stradine che portano al centro o agli hotel.

I giorni sull’isola sono segnati da vari tour alla scoperta delle 3 isole protette che circondano la più grande e delle principali spiagge di Holbox che sono punta Cocos e punta Mosquito, quest’ultima decisamente ha il nome più adatto. A questo proposito, come dimenticare i mosquitos? Ma che dolore!! Altro che zanzare, ti assalgono che neanche te ne rendi conto finchè non li senti morderti la pelle. Sono a decine per cui ti riempiono la schiena e non ti mollano. Ricordo benissimo la sensazione e il tentativo di farli andar via quasi frustandomi con maschera e boccaglio (le uniche cose che avevo in mano mentre pedalavo sulla spiaggia), di sicuro per chi mi ha visto è stata una scena divertente, per me un po’ meno ma diciamo che ho imparato la lezione e sono andata subito alla ricerca dello spray antimosquitos, quello vero, mica il nostro autan! Ma non divaghiamo, non mi dilungo nemmeno sulla descrizione delle 3 isole, luoghi incontaminati in cui vivono diverse varietà di uccelli, iguane, fenicotteri e mante. Voglio arrivare alla parte che ho aspettato per un anno e che ho atteso un altro anno per raccontarvi: l’incontro con lo squalo balena.

Si parte presto perchè la navigazione non sempre è breve ed  ovviamente il nostro è uno dei casi in cui è più lunga del previsto per cui ci toccano 2 ore e mezza su una lancia con onde abbastanza alte da farmi volare e riatterrare poco dolcemente fino ad arrivare in mare aperto nel punto in cui avvistiamo il primo immenso squalo balena, che diciamocela tutta, visto dalla superficie, da lontano, con le sue pinne appuntite sembra proprio uno squalo e un po’ di angoscia la mette. Sono così ammaliata che quasi non vedo l’altro esemplare passare sotto la barca ed è così che ritorno alla realtà e…arriva il mal di mare! Ovvio! Ma va bene così, chi se ne frega! In acqua passa tutto, no? In effetti si, ed ecco che lo vedo, viene verso di noi con la bocca aperta che raccoglie il plancton e se ne frega bellamente di tutti gli sguardi indiscreti fissi su di lui, non rovinerò questo momento dicendo che era come me davanti alle patatine fritte, ops! Al rallentatore, questo gigante buono si fa ammirare in tutta la sua eleganza e non contento, una volta sorpassati, torna indietro e sfila di nuovo accanto a noi. E’ stata un’emozione unica, meravigliosa, indescrivibile ed inimmaginabile.

Ma quest’isola è ricca di ogni cosa, spiagge bianche caraibiche, chioschetti, ristoranti di ogni tipo, negozietti di souvenir e di tour. Sembra un piccolo mondo di pace e semplicità. La notte la via lattea illumina il cielo e la bioluminescenza il mare. La bioluminescenza è un fenomeno per cui organismi viventi come il plancton emanano luce grazie a particolari reazioni chimiche e l’effetto è davvero magico.

Certo, non è tutto oro ciò che luccica. Vicino a tanta bellezza purtroppo si trovano anche tanti rifiuti abbandonati per strada, come in ogni Paese in cui manca la cultura della raccolta dei rifiuti (figuriamoci della raccolta differenziata), ma questo non vuol dire che non stiano imparando a migliorarsi e noi dal canto nostro dobbiamo fare quel che possiamo per essere d’esempio.

Che altro dire ancora? Questa seconda visita messicana ha dato i suoi frutti, ne è proprio valsa la pena ed il rientro ci ha lasciato il cuore pieno di adrenalina ed emozioni.

Grazie natura per averci sorpreso ancora una volta.

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