Wales, a wonderful surprise – Parte Prima

Questa volta dovrò essere più descrittiva e meno schematica altrimenti non riuscirei a trasmettervi le emozioni che ho provato in questo meraviglioso Paese, e spero proprio di farvi innamorare solo leggendo gli articoli che scriverò. Si, parlo di articoli al plurale perché c’è troppo da dire e un articolo non dovrebbe essere troppo lungo.

In questa prima parte ho bisogno di consigli, mi piace il modo piuttosto ironico in cui scrivo ma non credo di essere molto oggettiva, per cui vorrei semplicemente trascrivere quello che c’è nel mio diario di viaggio cartaceo. Spero vi faccia sorridere e immergere in questo piccolo tour.

 

0745330**24 (numero dell’ostello a cui abbiamo telefonato più volte per comunicare i vari ritardi): l’inizio della fine.

Ore 20:15 arrivo in aeroporto

Partenza prevista per Manchester: 22.10

Partenza effettiva: …in attesa, siamo ancora sulla pista e sono le 22.40

Nel frattempo mi chiedo perché facciano le dimostrazioni di sicurezza, nessuno ascolta e comunque la voce parla troppo in fretta e non ti fa capire quello che dovresti fare: tu sei ancora a pensare alla maschera dell’ossigeno e loro sono già al giubbotto di salvataggio (sempre che il tuo sedile ne sia provvisto). Anche se poi si riuscisse a comprendere il tutto, vorrei vedere chi, nel momento di necessità, riesce a ricordare cosa deve fare. Ma va bene così, la sicurezza prima di tutto.

Finalmente, alle 23.35 si parte e intanto spero che con il noleggio auto vada meglio.

Arrivati a Manchester con un’ora e mezza di ritardo ci ritroviamo ad aspettare il bus per il noleggio auto dove abbiamo atteso un’altra mezz’ora. Alla fine riusciamo a salire in auto e via verso l’ostello che con malavoglia ci ha atteso e ci ha concesso di fare una bella dormitina. Dico “dormitina” perché c’è troppo da vedere e non si può certo perdere tempo facendo una cosa così poco produttiva: dormire. Quindi sveglia presto e si parte con i castelli, primo tra tutti: Conwy. Stupendo, ci lascia senza parole, quasi ci fa commuovere. E’ un castello che dà sul fiume Conwy per l’appunto, ed è pure patrimonio dell’Unesco. Potremmo anche definirlo un castello didattico. Ogni ala ha la sua piantina e descrizione e qua e là trovi gli indizi per una caccia al tesoro. Comunque, in generale, il paesaggio gallese, anche con la pioggia, sembra disegnato, sembra un quadro, un giardino botanico. Per di più il primo giorno ci regala quasi sempre il sole e non possiamo fare altro che ritenerci fortunati.

Dopo Conwy è la volta di Caernarfon: maestoso, non trovo parola più adatta per descriverlo. Qui vediamo un sacco di bambini che pescano granchi. Sembrava il classico, per loro, passatempo domenicale, decisamente caratteristico.

La notte l’abbiamo passata a Llanberis, presso l’Idan House, sembra di essere a casa, la camera ha una vista lago pazzesca e il paesino è un sogno.

Dopo un’abbonante colazione inglese (non ci facciamo mancare niente noi: uova, toast, salsiccia, funghi, mmmmmmmm) ci ritroviamo un po’ confusi e senza meta ma riacquistiamo presto la lucidità e ci dirigiamo verso Lyn Idwal, un bel lago sulle montagne gallesi, nello Snowdonia Park, con una vista spettacolare. Qui le montagne sono viola con spruzzi di giallo, fiori in ogni dove, bellissimo! E i ruscelletti, la vista, i cambi di colore del cielo, gli arcobaleni, il silenzio, e che silenzio, puoi percepire davvero la forza dell’immensità che ti circonda, wow! È come essere in un luogo di pace dove niente e nessuno può rattristarti, dove tutto è facile e leggero.

IMG_1283.JPGPurtroppo la passeggiata si rivela anche un po’ “annacquata” con la pioggia che va e viene e al termine del giro ci spostiamo a Betws-y-Coed, un villaggio decisamente caratteristico con tanto di fiume, piccole cascatine e stazione del treno trasformata in deliziosi bar e negozi (tra cui uno splendido di candele artigianali). Ecco cosa stavo dimenticando! I cani (altra mia grande passione)! Questo è il paese dei cani, ce ne sono tantissimi, liberi o al guinzaglio ma sono davvero ovunque e in ogni angolo trovi ciotole dell’acqua apposta per loro. Oh mannaggia! Stavo dimenticando un’altra cosa importantissima, ieri, dopo il giro dei castelli, ci siamo recati al faro South Stak. Mamma mia, impressionante, così come il vento che soffiava. In pratica eravamo su un altissimo promontorio e ci godevamo questa infinita vista sull’oceano. Veramente inspiegabile la bellezza della natura che esplode in questo Paese. Tornando alla nostra stazione invece devo dire che sembra quasi un’isola felice (e a me le stazioni mettono sempre un po’ di tristezza). È molto solare, tutti i bambini ridono e sorridono ed è impossibile non pensare di voler essere per un attimo come Peter Pan, con tutte le patatine fritte che sto mangiando poi…

Ma ora basta fantasticare, si è fatto tardi ed è ora di rientrare dalla simpatica signora di Idan House…chi si ferma è perduto!

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